Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, avrebbe trovato delle microspie nel comune della cittadina umbra e avrebbe deciso di metterle in vendita. Con un video sui social ha spiegato: “Questa la vendo per poco. Datemi una trentina di mila euro e ve la regalo. È una microspia che è stata nel Comune di Terni e quindi vale di più”.

Microspie negli uffici del Comune di Terni, la decisione di Stefano Bandecchi

Le microspie in vendita

Le parole di Stefano Bandecchi

Microspie negli uffici del Comune di Terni, la decisione di Stefano BandecchiLa notizia delle microspie ritrovate negli uffici del Comune di Terni è stata diffusa tramite una nota pubblicata sul sito ufficiale dell’amministrazione comunale.Sarebbero state trovate in alcune prese elettriche del Comune di Terni.ANSA“Sono stati trovati dei dispositivi di ascolto nascosti in alcune prese elettriche del Comune di Terni. Nella giornata del 21 luglio si continua la bonifica per verificare i luoghi infestati da cimici”, ha spiegato Stefano Bandecchi.Successivamente in un video pubblicato su Instagram ha annunciato di voler vendere le microspie.Le microspie in venditaNel post presente sui suoi social, il sindaco Stefano Bandecchi ha inserito anche una foto delle microspie trovate.“Così potete anche sapere come sono fatte. Siamo nell’ambito dei misteri segreti” ha spiegato nel video.“Vendo microspia funzionante” ha quindi annunciato in un altro filmato sui social.“Perfetta, fino a 250-300 metri si sente benissimo. Può anche essere collegata a un cellulare per la registrazione. Mi scuso con chi non potrà più registrare in questo momento ma può sempre andare di notte a metterne un’altra. Questa la vendo per poco. Datemi una trentina di mila euro e ve la regalo. È una microspia che è stata nel Comune di Terni e quindi vale di più”, le parole di Stefano Bandecchi su Instagram.Le parole di Stefano BandecchiIntervistato da Ansa Umbria, il sindaco di Terni ha spiegato che le cimici sono state trovate a Palazzo Spada, non nella sua stanza.“Non posso precisare al momento in quali stanze né quante ‘cimici’, né chi se ne è accorto”, ha precisato.Poi ha chiarito di non sapere se “siano attribuibili alla Procura della Repubblica o a qualcun altro. Spero tuttavia che siano della Procura, perché sarebbe tutto più normale, naturale”.Infine la decisione di comunicare “il fatto all’autorita giudiziaria perché è un obbligo. Se poi le avranno messe loro, tutto cadrà nel nulla. Se invece le avesse messe un’altra entità, allora sarebbe interessante capire chi gioca a ‘guardia e ladri’ in Comune”.