di Luca Puccinimartedì 21 luglio 20263' di letturaPerò, precisamente, cosa dice la legge? Perché sul “caso Roggero”, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo), che al termine di una rapina ha sparato ai ladri che gli erano piombati in negozio, ne ha uccisi due e ne ha ne ha ferito un terzo, rimediando una sentenza di condanna passata in giudicato a quattordici anni e nove mesi di galera, s’è detto di tutto. Esperti e non esperti di diritto han pensato di commentare una normativa che, in realtà, esiste ed è abbastanza complessa. Roggero, che ha 72 anni (e questo, per l’ordinamento, è un cavillo mica troppo secondario), quei tre lustri di prigione deve farseli sul serio tutti di fila? Secondo Valerio de Gioia, che non fa l’opinionista alla bisogna ma che è un giudice penale della corte d’appello di Roma, nonché il padre della legge sul Codice rosso e l’autore di diversi testi giuridici anche recentissimi, insomma è uno che ha pieno titolo per spiegare la faccenda, una strada percorribile per accorciare i tempi del carcere ci sarebbe e passerebbe proprio dell’età.IL NODO DELL’ETÀ
«In astratto», spiega il magistrato alla trasmissione tivù Dieci minuti su Rete4, condotta da Alessandro Sallusti, «la detenzione domiciliare, che è una misura alternativa al carcere, spetta a chi ha più di settant’anni. Erroneamente è stato detto che Roggero dovrebbe scontarne dieci, quindi dovrebbe avere una pena residua di quattro anni, per poterne beneficiare, ma non è così. Sei hai più di settant’anni la richiesta la puoi fare anche subito e provvede il magistrato di sorveglianza». Urca, ma allora come mai non si è ancora tentata questa possibilità? L’ostacolo è interpretativo. «Abbiamo un problema, lo stesso che i legali dell’orafo hanno rappresentato»: Roggero è stato condannato per omicidio, ma questo reato «rientra tra quelli ostativi, cioè che non consentono di avere i benefici penitenziari? Leggendo la norma del 1975 no», continua de Gioia, «quindi, astrattamente, potrebbe chiedere la detenzione domiciliare. Ma a ciò si oppone un’interpretazione della Cassazione che sta diventando granitica e secondo la quale, nonostante la chiara lettera della norma che parla solamente di criminalità organizzata (affiliazione che di certo non riguarda Roggero, ndr), ha chiuso le porte comunque in caso di omicidio. Non concede la misura, insomma, neanche all’ultra 70enne».Mario Roggero, la raccolta firme della sinistra per tenerlo in galeraMario Roggero ha tre colpe: è italiano, è benestante e si è permesso di reagire a dei criminali. Er...Fine dei giochi? Non completamente: «Potrebbe intervenire il legislatore», ipotizza il giurista, «che può rendere ancora più esplicita, più chiara la norma da cui siamo partiti, facendo una distinzione tra le varie tipologie di omicidio volontario. Ecco che in questo caso, incredibilmente, una modifica del sistema che vada a incidere sulla pena, quindi sul sistema penale, potrebbe avere un’efficacia retroattiva». Vale a dire che potrebbe operare anche nei confronti di Roggero, tanto più che l’interpretazione al momento maggioritaria è «restrittiva e contro il condannato»: tuttavia mica è facile, di sicuro non è immediato, servirebbe una “legge Roggero” e, al netto dei tempi tecnici per scriverla, idearla e soprattutto approvarla, dovrebbe superare il grosso scoglio della discussione politica.Roggero, partito l'assalto al patrimonio: sequestrati 50.000 euroLa Procura generale di Torino ha disposto il sequestro conservativo di 50mila euro su un conto corrente estero intestato...GRAZIA E CANDIDATURA













