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Come se non fosse bastato il decimo giorno consecutivo di attacchi incrociati fra Stati Uniti e Iran in tutto il Medioriente, a oscurare gli sforzi diplomatici in corso in Pakistan per provare a salvare l'accordo provvisorio di cessate il fuoco ormai in frantumi sono arrivate le parole di Donald Trump. Gli Stati Uniti colpiranno "molto presto" Pickaxe Mountain, cioè il sito sotterraneo fortificato iraniano situato nei pressi di uno dei principali impianti di arricchimento nucleare dell'Iran, ha assicurato, chiarendo che gli Stati Uniti non lasceranno il Paese a breve. E nonostante gli iraniani vogliano "disperatamente" un incontro per porre fine alla guerra, "finché non saranno pronti a un meeting significativo non abbiamo alcun interesse a incontrarli", ha chiosato Trump. Le sue parole, pronunciate nello Studio Ovale della Casa Bianca a fianco del presidente del Libano Joseph Aoun, sono giunte nelle stesse ore in cui in Pakistan, Paese mediatore che ha contribuito a raggiungere la prima intesa, il ministro dell'Interno iraniano Eskandar Momeni incontrava prima il capo di Stato maggiore dell'esercito, il feldmaresciallo Asim Munir, e poi il premier Shehbaz Sharif. Quest'ultimo ha espresso profonda preoccupazione per la recente escalation fra Stati Uniti e Iran e ha esortato tutte le parti a dar prova di moderazione ed evitare azioni che potrebbero destabilizzare ulteriormente la regione. La situazione, secondo quanto ricostruisce Axios, si muove in bilico fra il tentativo dei mediatori regionali di provare a rilanciare una tregua di 10 giorni e il fatto Trump starebbe valutando se puntare sulla via diplomatica o su una massiccia escalation militare insieme a Tel Aviv. Per quanto il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich abbia detto che "al momento lo Stato di Israele non ha alcun interesse a essere coinvolto in una campagna".














