Novak Djokovic non vuole abdicare contro i rampanti Sinner e Alcaraz: le motivazioni del campione serbo sono ancora massimali, ma poi c’è la realtà con cui fare i conti.

Novak Djokovic ha trascorso gli ultimi giorni a New York, ospite del ‘Fanatics Fest' coinciso col weekend della finale dei Mondiali di calcio. Il campione serbo ha partecipato a vari eventi, tra i quali una chiacchierata assieme a LeBron James e altri ospiti durante la quale ha spiegato come la sua motivazione sia ancora intatta per cercare di vivere altri momenti da leggenda del tennis quale è, ma debba fare i conti con la realtà di avversari come Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, due giocatori che lui vede come versioni più giovani di sé stesso, ai quali vorrebbe dare una bella lezione ogni volta che scendono in campo. Poi però c'è la realtà…

Djokovic sa come battere Sinner e Alcaraz, ma ha il dubbio di non essere più in grado di farlo… Il discorso salta fuori quando viene chiesto a Djokovic come si sente a competere con la nuova generazione, al che Nole fa ridere tutti i presenti rispondendo di getto: "Vorrei prenderli a calci in culo ogni giorno! Ma onestamente, quando li vedo giocare, hanno stili diversi rispetto a Federer e Nadal. Con loro eravamo in tre, tutti diversi. E ora, con Alcaraz e Sinner che sono la forza dominante nel tennis, questi due ragazzi mi ricordano tantissimo me stesso. È come giocare contro me stesso di 10-15 anni fa e mi fa male sentirlo in campo… so come crackare il codice, ma sono in grado di farlo? Quindi penso che è sempre questione di trovare nuovi modi per motivarti, ispirarti a essere migliore e penso che le rivalità siano importanti. Devi sempre trovare qualcuno che ti spinga a essere migliore". Il nome di Sinner torna in un altro passaggio dell'intervista, quando Djokovic ribadisce un concetto già espresso circa le condizioni non ottimali nelle quali ha affrontato Jannik nella semifinale persa nettamente a Wimbledon anche a causa della stanchezza che gli ha presentato il conto per le 5 ore giocate nei quarti contro Auger-Aliassime: "Avrei voluto avere qualche giorno in più per recuperare, ma non l'ho avuto ed è parte dello sport. Sono andato in campo e ho dato tutto quello che potevo. Come agonista lo devo allo sport, a me stesso, alla mia famiglia, ai tifosi, ma il recupero è la cosa più importante. Ci vuole più tempo per recuperare al giorno d'oggi".