I deputati dell'Assemblea Nazionale hanno approvato la riforma con 279 voti a favore e 81 contrari
Il Parlamento francese ha dato il via libera definitivo al disegno di legge che vieta l'uso dei social network ai minori di 15 anni, una prima assoluta al livello europeo, la cui entrata in vigore è prevista persettembre al fine di tutelare la salute di bambini e adolescenti.
Dopo l'approvazione in Senato a metà pomeriggio, anche i deputati dell'Assemblea Nazionale hanno approvato la riforma con 279 voti a favore e 81 contrari. Il provvedimento rappresentava una promessa di Emmanuel Macron e un'iniziativa chiave dell'ultima fase del suo mandato. La legge imporrà alle piattaforme l'adozione di sistemi di verifica dell'età. Il testo prevede inoltre il divieto di utilizzare i telefoni cellulari nelle scuole superiori.
Una scelta, queste della Francia, già adottata da altri Paesi. Tra questi figura l'Australia, che ha un divieto totale per i minori di 16 anni (scattato a dicembre 2025). È la legge più dura al mondo, con multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani per le aziende che non la rispettano.Segue la Malesia, che dal 1° giugno 2026 ha in vigore il divieto totale per minori di 16 anni. È il primo Paese asiatico a rendere operativo un blocco analogo all'Australia. E ancora: l'Indonesia con uno stop agli under 16 su piattaforme considerate «ad alto rischio» come TikTok e Roblox (marzo 2026); la Cina, dove non c'è un divieto totale, ma per molti versi è il modello più strutturato, fatto non sorprendente vista la pervasità dei controlli sul mondo digitale.Hanno, invece, un iter in corso il Portogallo, che ha approvata una legge in merito a febbraio 2026, prevedendo il divieto totale sotto i 13 anni e il consenso dei genitori tra i 13 e i 16 anni. Il Regno Unito, dove il 15 giugno 2026 il premier Keir Starmer ha annunciato formalmente il divieto under-16, con un disegno di legge atteso entro fine anno. Le piattaforme nel mirino sono TikTok, Instagram, Facebook, X, YouTube, Snapchat, Reddit, Twitch e Kick. La Danimarca, dove c'è un accordo di governo già siglato per il divieto sotto i 15 anni; la legge è attesa per metà 2026. La Spagna, dove c'è stato l'annuncio ufficiale del premier Sánchez per il divieto a 16 anni e responsabilità penale personale per i Ceo delle piattaforme in caso di violazioni.













