(di Antonella Brianda) (ANSA) - PORTO CERVO, 21 LUG - "Loco Demola anno domini 1173": è in questa denominazione, risalente al Basso Medioevo e riportata su un atto notarile giunto fino a noi, che si trova forse la prima trascrizione di "Monti di Mola", antico nome di Porto Cervo. Una denominazione che racchiude ciò che ancora oggi è il paesaggio alle spalle della località in Costa Smeralda tra le più conosciute e rinomate al mondo, approdo per yacht di lusso. Colline e monti caratterizzati dal granito scolpito dal maestrale e adornati da un'aspra vegetazione ricca di macchia mediterranea. Per andare a ritroso nella storia di Porto Cervo, è necessario farsi guidare dalle carte, quelle nautiche e portolane, dalle pergamene arrivate fino a noi un po' per caso e un po' per la ricerca costante e tenace di Mario Soggiu, esperto e appassionato della sua Gallura che con l'associazione culturale "La Scatola del Tempo" di Arzachena, fruga incessantemente negli archivi anche esteri e rovista tra le scartoffie dei mercatini dell'antiquariato alla ricerca di un segnale dal passato che parli di Sardegna e di Porto Cervo. E così ha scoperto che l'attuale Poltu Quadu in origine si chiamava "Poltu Cuadu" con la C, e che il suo essere nascosto, "cuadu" in lingua sarda, rappresentava per i naviganti una caratteristica essenziale, perché seppur difficoltoso da raggiungere, era considerato come riparato da venti e mareggiate. Nella Carta Pisana del 1290, conservata nella biblioteca nazionale di Francia, si trova il placido approdo di Porto Cervo segnato ancor prima di quello di Alghero, città che non era stata ancora fondata. E poi ancora "Cervio" o "Porto Cervio", segnato come riparo sicuro, lo troviamo nell'Atlas Marittimus del 1675 riportato da John Seller, maestro di bussole e strumenti nautici. Per far sì che la storia antica di Porto Cervo possa essere conosciuta e tramandata anche a chi questa località la vive oggi quasi esclusivamente come un posto di villeggiatura, è stata allestita nella Passeggiata del borgo turistico l'esposizione "Fra Bussole e Stelle. Porto Cervo nell'antica cartografia", visitabile fino al 20 agosto. Le antiche carte nautiche raccolte ed esposte raccontano un luogo che per secoli ha accolto i naviganti del Mediterraneo. L'iniziativa è stata promossa dal Consorzio Costa Smeralda, con il sostegno di Smeralda Holding e ideata dall'associazione Mare Nostrum, dalla parrocchia Stella Maris. "Abbiamo fatto un salto, quasi una capriola nel passato antico di Porto Cervo - racconta Soggiu - Tutti conoscono la storia recente, quella felice della Costa Smeralda dei primi anni a cavallo tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 del Novecento. In realtà la località ha una storia tutta da scoprire che affonda le sue radici perfino nel Medioevo e attraverso alcuni documenti importanti, alcune pergamene e carte abbiamo scoperto delle meraviglie. Attraverso dei diari di bordo siamo a conoscenza del fatto che nell'insenatura di Porto Cervo esisteva una spiaggia rosa, dove si potevano pescare le aragoste, e che era anche un antico approdo medioevale, un porto per le merci". (ANSA).
Porto Cervo, da approdo commerciale nel Medioevo a scalo per yacht di lusso
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