21 Luglio 2026 – Lettura: 4 minuti
Al Tg1 il ministro dell’Interno parla della «grande tragedia» di Bologna con la stessa voce con cui annuncerebbe una circolare. Usando i termini «registro» e «causa di giustificazione». E la (presunta) violenza di Stato diventa procedura.
Durante un afoso lunedì sera, al Tg1 delle 20, la giornalista parlamentare Maria D’Elia ha intervistato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Gli ha fatto una domanda sullo scudo penale, applicato per la prima volta ai due poliziotti che, a Bologna, sono stati protagonisti del fermo di un cittadino marocchino in stato di alterazione psicofisica e che è morto mentre cercavano di ammanettarlo. Questa, letterale, è stata la risposta del ministro: «Non è uno scudo penale, è una giusta collocazione di un caso all’interno di un’iscrizione in un registro apposito, voluto da una legge recente approvata dal governo Meloni, di persone che sembrano aver partecipato a un fatto in presenza di una causa di giustificazione».
Non è un’assoluzione, ma qualcosa di addirittura più comodo
Tradotto per gli spettatori del Tg1 che stavano addentando lo spaghetto e che sono rimasti con la forchetta a mezz’aria. Abderrahim Fakir, 42 anni, marocchino, è morto a Bologna il 19 luglio dopo un intervento della polizia. Due agenti lo hanno bloccato a terra, quattro operatori del 118, volontari, non sono intervenuti. C’è un video di cinque minuti con urla, richieste di aiuto, poi il silenzio. La procura, invece di iscrivere i sei nel registro degli indagati, li ha iscritti in un registro nuovo – il modello 45 bis – pensato per chi ha «probabilmente» agito con una causa di giustificazione. Non indagati: «annotati». È la prima applicazione in Italia del cosiddetto scudo penale, previsto dal decreto sicurezza voluto da Lega e centrodestra: se un poliziotto usa la forza in servizio e sembra esserci una giustificazione, l’impunità comincia prima ancora che un giudice l’abbia stabilita. Non è un’assoluzione, ma qualcosa di addirittura più comodo: la cancellazione di un qualsiasi eventuale processo.












