| 21 Luglio 2026 18:01 |

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(Adnkronos) – Quasi 4 adolescenti su 10 che bevono energy drink hanno cominciato a consumarli prima dei 12 anni, e in alcuni casi addirittura prima dei 9. È il dato che emerge da una ricerca del gruppo di studio Adolescenza della Società italiana di pediatria (Sip), condotta su 430 ragazzi tra i 9 e i 17 anni e pubblicata sull”Italian Journal of Pediatrics’. Se il consumo frequente riguarda circa il 10% del campione, il 65% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto almeno una volta bevande energetiche. Ma il dato che i pediatri considerano più preoccupante è la precocità dell’esposizione: il 39,2% ha iniziato prima dei 12 anni e il 49% tra 12 e 14. E questo benché le principali società pediatriche raccomandino di evitarne il consumo sotto i 18 anni.

A differenza di altri Paesi europei – spiega la Sip – oggi in Italia non esiste alcun limite di età per l’acquisto degli energy drink, liberamente disponibili nei supermercati e promossi anche attraverso lo sport, i social media e la pubblicità. Proprio nei giorni scorsi, invece, il Governo britannico ha confermato che da aprile 2027 in Inghilterra sarà vietata agli under 16 la vendita delle bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina, quelle con oltre 150 milligrammi per litro. Il divieto riguarderà tutti i canali di vendita: negozi, bar e ristoranti, distributori automatici e piattaforme online. Si tratta di tutelare la salute dei giovanissimi, sottolineano i pediatri italiani. “Le bevande energetiche non sono semplici bibite – avverte il presidente della Sip, Rino Agostiniani – Quando parliamo di energy drink parliamo di un concentrato di stimolanti. Non agisce solo la caffeina, ma un insieme di sostanze (taurina, guaranà, L- carnitina etc) che possono avere un effetto sinergico. Nei bambini e negli adolescenti questi ‘mix’ non sono adeguatamente studiati. Ecco perché andrebbero evitate nei minori di 18 anni e sotto i 12 anni l’attenzione deve essere ancora maggiore: non esiste una dose sicura, perché il cervello e il sistema cardiovascolare sono ancora in pieno sviluppo e l’organismo è più vulnerabile agli effetti della caffeina e degli altri stimolanti”.