Torna a crescere nel 2024 la quantità di rifiuti generati dalle attività industriali, commerciali, artigianali, di servizi, di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale, superando i 172 milioni di tonnellate e registrando un incremento del +4,6% rispetto al 2023 (circa 7,6 milioni di tonnellate in più). Un dato che evidenzia un forte scollamento rispetto alla crescita più contenuta dell’economia italiana, che nello stesso periodo ha segnato un +0,8% del PIL e un +1,3% dei consumi. I conflitti mondiali e le ripetute crisi energetiche, con i relativi costi sociali, hanno avuto un impatto più contenuto. Questa la fotografia che fa Ispra – l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente – relativamente ai rifiuti speciali in Italia e certificata nell’ultimo Rapporto relativo all’annualità 2025. Come sempre una mole di informazioni e dati molto utili ed a disposizione di tutti.
Aumenta la produzione, ma nello stesso tempo si raggiunge un dato record nel recupero: in particolare quello di materia rappresenta ben il 74,3% della gestione (139,1 milioni di tonnellate, in crescita del +6,4% rispetto al 2023). Lo smaltimento si ferma al 13,9%. Di questi oltre 90,4 milioni di tonnellate (il 52,5% del totale nazionale), sono rifiuti da costruzione e demolizione che diventano prevalentemente sottofondi stradali.









