Dopo un’altra notte di guerra nel Golfo mi sembra opportuno mettere in evidenza che nel sud del Libano si è accesa una luce in fondo al tunnel. Gli interrogativi non mancano. Come reagiranno i guardiani della rivoluzione che paiono aver assunto – almeno provvisioramente – il potere a Teheran? L’incontro di oggi pomeriggio alla Casa Bianca del presidente libanese Aoun con Donald Trump fornirà ulteriori elementi di valutazione, ma l’incognita più rilevante resta ovviamente la reazione dei miliziani di Hezbollah

In seguito al ritiro delle forze israeliane ieri sera nel giro di trenta minuti tra le 19 e le 19:30, le forze armate libanesi hanno preso il controllo della prima pilot zone nel sud del Libano.

Mentre scrivo sono passate più di 20 ore e la situazione sul terreno appare in via di consolidamento.

Ciò è confermato dal coordinamento MCG-4L ovvero il meccanismo instaurato tra i 4 layers previsti dall’inedito accordo tra Israele e Libano firmato il 28 giugno scorso al Dipartimento di Stato.

Il MCG-4L è composto da Laf, Idf, Usa e Unifil. Per inciso è da segnalare l’importanza del delicatissimo ruolo di monitoraggio affidato in questa fase al contingente delle Nazioni Unite guidato dal Generale Diodato Abagnara.