L'intelligenza artificiale è una tecnologia trasversale che tocca ambiti come la protezione dei dati personali e i servizi digitali, per questo il Garante Privacy e l'Agcom hanno un ruolo chiave. E' questa in sostanza la riflessione delle due Autorità emersa nel corso dell'audizione informale alla Camera dei Deputati sul decreto legislativo che adegua la normativa nazionale all'AI Act europeo che dal prossimo 2 agosto diventa pienamente applicabile. Un pacchetto di norme non ancora in vigore che avrà bisogno di passaggi parlamentari prima dell'approvazione definitiva. E su cui, in audizione, sono stati sentiti anche esperti di intelligenza artificiale: hanno sottolineato l'urgenza dell'approvazione per non restare indietro e dell'alfabetizzazione nella scuola e nel lavoro.

"La principale criticità del decreto che mi permetto di mettere in evidenza è nell'articolo 12 relativo al comitato di coordinamento", ha affermato il presidente Agcom, Giacomo Lasorella riguardo la governance delle attività di vigilanza, sottolineando come "la competenza trasversale dell'Intelligenza artificiale finisca con l'incidere con le competenze in materia di servizi digitali dell'Autorità". "I temi di connessione dell'Agcom con l'IA sono stretti", ha aggiunto Lasorella, menzionando "il caso concreto" di Google Ai Overview e Ai Mode segnalato all'Ue, cioè l'introduzione dell'intelligenza artificiale nel motore di ricerca, "per verificare se incide sul rischio di pluralismo e se Google abbia mitigato questo rischio". Ma anche il diritto d'autore per cui c'è bisogno "di raccordare i sistemi IA con i servizi digitali" e "la tutela dei minori" per cui "il Tusma (il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi, ndr) conferisce all'Autorità competenza mediatica e digitale".