Doveva essere una grande operazione di ricucitura urbana capace di restituire centralità al castello Carlo V, uno dei più imponenti della Puglia, creando intorno alla fortezza spazi più verdi, vivibili e in dialogo con il patrimonio archeologico. A distanza di 8 anni, però, quella visione appare profondamente modificata e, soprattutto, incompiuta. Nell’area già riqualificata di piazza Bastione di San Martino, comunemente percepita come parte di piazza Libertini, nei pressi delle Poste, gli alberi appena piantati sembrano mostrare segni di disseccamento, mentre il prato e le aiuole sono già secchi. Il problema più evidente resta però la drastica riduzione del verde rispetto alle previsioni iniziali: dei 38 alberi immaginati ne sono rimasti appena otto, con 30 esemplari cancellati dal progetto. Una scelta maturata dopo l’intervento della Soprintendenza, che nel 2018 modificò sostanzialmente l’impostazione originaria privilegiando la necessità di rendere maggiormente visibile il Carlo V e le sue architetture. Un’esigenza di valorizzazione monumentale che, alla prova delle temperature estive, si scontra però con quella ambientale e climatica: con poche zone d’ombra, la grande superficie aperta si trasforma nelle ore più calde in una vera fornace.
A Lecce l’incompiuta del Castello: meno verde e piazza rovente
Al palo il tratto verso la statua di Libertini e la Fontana dell’Armonia. Le prescrizioni della Soprintendenza hanno ridotto a sole otto le alberature per privilegiare la visibilità del monumento








