Cracovia è una di quelle città che i turisti italiani scoprono quasi per caso — un volo low cost, un weekend qualsiasi — e che poi faticano a raccontare senza essere esaltati. Non è solo la sua bellezza a sorprendere: il centro storico è medievale come tanti, da cartolina. Ma ciò che veramente conquista è altro: tanta vita per strada, prezzi ancora umani, profumi e sapori autentici. A Cracovia si mangia per strada perché è normale farlo, perché i chioschi ci sono da decenni, perché nessuno ha ancora deciso che la zapiekanka debba costare quattordici euro su un tagliere di legno con un ciuffo di microerbe sopra. Almeno per ora. Il cuore pulsante di tutto questo è Kazimierz. L’ex ghetto ebraico — con le sinagoghe che convivono con i bar hipster, i murales che dialogano con i palazzi austro-ungarici — è oggi il distretto più vivo della città, e lo è anche a tavola, anzi, in strada.
L'obwarzanek, il "bagel di Cracovia"
Plac Nowy: la piazza dello street food
Se dovessimo indicare un solo posto dove mandare chi visita Cracovia per la prima volta, senza esitazione diremmo Plac Nowy. È una piazza tonda, con una rotonda ottagonale al centro — un tempo macello del quartiere ebraico — che oggi ospita i chioschi dello street food più iconici della città. Qui si mangia la zapiekanka: una mezza baguette aperta condita con funghi, formaggio filante e una generosa dose di salsa — ketchup, maionese, o entrambe, a seconda del coraggio — passata al forno fino alle bolle dorate. Il chiosco migliore per qualità e generosità è Endzior. Con sette euro si esce sazi per mezza giornata. Sempre a Plac Nowy, da non perdere il Bar & Grill Na Kazimierzu: verdure e funghi arrostiti a livelli clamorosi, e la kiełbasa — salsiccia di maiale aromatizzata con aglio, pepe e maggiorana — servita come si deve, con pane, patate e sottaceti. La migliore della città, però, si mangia la sera vicino all’Hala Targowa: di giorno mercato tradizionale, di sera il furgoncino delle salsicce grigliate diventa un rito cittadino.







