Le offerte di lavoro che richiedono competenze nell’intelligenza artificiale sono aumentate del 69% nell’ultimo anno, trainate soprattutto dal settore tecnologico, che resta quello con la maggiore domanda di professionisti specializzati. Secondo l’AI Jobs Barometer 2026 di PwC, queste competenze garantiscono anche stipendi mediamente più alti, ma la trasformazione del mercato del lavoro solleva interrogativi sul futuro di chi rischia di restare indietro.
Per anni ci hanno raccontato che l’intelligenza artificiale avrebbe portato via il lavoro. Oggi il problema sembra essere un altro: il lavoro c’è, ma sempre più spesso è avvantaggiato chi sa usare l'AI. È questo il quadro che emerge dall’AI Jobs Barometer 2026 di PwC, che fotografa un mercato in cui le competenze legate all’intelligenza artificiale non rappresentano più un valore aggiunto, ma iniziano a diventare un requisito. Chi possiede queste competenze guadagna di più, mentre chi non riesce ad aggiornarsi rischia di vedere restringersi le opportunità. Secondo il rapporto, realizzato analizzando oltre un miliardo di offerte di lavoro in 27 Paesi, gli annunci che richiedono competenze nell’intelligenza artificiale sono aumentati del 69% nell’ultimo anno. Una crescita che va molto più veloce rispetto a quella del mercato del lavoro nel suo complesso. Ma il dato che colpisce di più riguarda gli stipendi: per le figure specializzate in AI le aziende arrivano a riconoscere retribuzioni mediamente superiori del 42%.








