Il ciclismo italiano perde una delle sue figure simbolo del dopoguerra. È morto nella serata di lunedì 20 luglio, all'età di 97 anni, Amerigo Sarri, storico corridore toscano e punto di riferimento per il movimento ciclistico regionale. Da tempo viveva a Castelfranco Piandiscò, in provincia di Arezzo. Era il padre di Maurizio Sarri, allenatore dell'Atalanta.
Nato il 10 novembre 1928 a Figline Valdarno, in provincia di Firenze, Amerigo Sarri si avvicinò al ciclismo subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Nel 1946 iniziò a gareggiare nella categoria Allievi con la maglia dell'U.S. Figline Valdarno, conquistando nove vittorie e mettendo subito in evidenza qualità che lo avrebbero reso una delle promesse più interessanti del panorama nazionale.
L'ascesa tra i dilettanti e l'Aquila Montevarchi
Passista-scalatore dotato anche di un buon spunto veloce, Sarri passò tra i dilettanti nel 1947. Nel corso di sei stagioni ottenne 37 successi con diverse società, tra cui G.S. Castellani, U.S. Rifredi, Assi Firenze e soprattutto Aquila Montevarchi, formazione con la quale visse il periodo più importante della propria carriera.
Con la maglia rossoblù conquistò complessivamente oltre cinquanta vittorie e contribuì al periodo d'oro della società montevarchina nei primi anni Cinquanta, insieme ad altri protagonisti come Falsini, Bartolozzi e Tognaccini. Le sue prestazioni gli valsero anche due convocazioni nella Nazionale italiana.











