“Ci abbiamo provato. Per il secondo Mondiale consecutivo siamo arrivati a una finale, ma questa volta non ce l’abbiamo fatta. Mi sarebbe piaciuto aiutare”. Lautaro Martinez rompe il silenzio e lo ha fatto con una polemica non troppo velata a poco meno di 24 ore dalla sconfitta della sua Argentina contro la Spagna, in finale dei Mondiali per 1-0 grazie alla rete di Ferran Torres. Una partita in cui la Seleccion ha pensato praticamente solo a difendersi, senza mai attaccare e facendo il primo tiro alla fine dei tempi supplementari. La nazionale argentina non è mai riuscita a ripartire, a maggior ragione dopo esser rimasta in dieci per l’espulsione di Enzo Fernandez.

Motivo per cui nel corso del match non c’è stato spazio per Lautaro Martinez, eroe in semifinale con il gol al 92esimo di testa, su cross di Messi, ma in panchina per 120 minuti nella finale persa contro la Roja. Al capitano dell’Inter è stato preferito Julian Alvarez (come spesso accaduto nel corso del Mondiale) ed è una scelta comprensibile, mentre lo è meno la decisione di Scaloni di non farlo entrare in campo neanche ai supplementari, quando al posto di Julian Alvarez è entrato Marcos Senesi, altro difensore.

“Provo un immenso orgoglio nell’essere argentino. Mi sarebbe piaciuto poter aiutare la squadra ieri, in campo, ma va bene”, ha scritto Lautaro Martinez nel suo post Instagram, lanciando qualche frecciatina a Scaloni. “Grazie a tutte le persone che ci hanno accompagnato durante questo Mondiale, percorrendo chilometri e chilometri per starci vicino, e a tutti quelli che ci hanno sostenuto da ogni angolo del nostro Paese”, si conclude il post del capitano dell’Inter, polemico nei confronti del commissario tecnico. Reduce dal gol decisivo in semifinale, l’argentino era in un’ottima condizione psicofisica, ma Scaloni ha deciso di non farlo entrare e di provare a difendersi per poi giocarsela ai rigori, soprattutto dopo l’espulsione di Enzo Fernandez.