Alphabet starebbe lavorando a una nuova generazione di acceleratori AI dedicati ai propri modelli Gemini, con un approccio profondamente diverso rispetto ai chip general-purpose utilizzati oggi nei datacenter. Il progetto, indicato internamente con il nome Frozen v2, prevederebbe infatti di incorporare parte dell'architettura del modello direttamente nel silicio, trasformando il chip in un componente progettato specificamente per eseguire Gemini nel modo più efficiente possibile.

L'indiscrezione è stata riportata da The Information. Google non ha confermato ufficialmente l'esistenza del progetto né ha fornito dettagli tecnici, ma ha dichiarato che i propri team lavorano costantemente su nuove soluzioni hardware e software per migliorare prestazioni ed efficienza. L'azienda ha inoltre sottolineato che non tutti i progetti sperimentali arrivano necessariamente alla produzione commerciale.

Il concetto alla base di Frozen v2 rappresenta un'evoluzione rispetto agli acceleratori AI tradizionali. Attualmente, la maggior parte dei chip per l'intelligenza artificiale mantiene i modelli caricati in memoria e utilizza circuiti programmabili per eseguire differenti reti neurali. Questo garantisce grande flessibilità, ma comporta anche un costo in termini di consumi energetici e tempi di elaborazione dovuti al continuo trasferimento di dati tra memoria e unità di calcolo.