HomeBolognaCronacaBologna ‘devastata’ dopo il presidio per Fakir: auto a fuoco, vetrine spaccate, scritte violente contro la poliziaLa conta dei danni: sui muri “Fakir vive”, ma anche insulti contro le forze dell’ordine. Devastato un cantiere in centro, colpiti pubblici esercizi. Gli attivisti hanno preso ombrelloni e sedie dai locali proprio per lanciarli contro il Reparto mobile schieratoDevastazione a Bologna: scritte, auto bruciate, vetrine spaccate (Foto Schicchi)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBologna, 21 luglio 2026 - Vetrine spaccate, uno sportello bancomat frantumato. Scritte, troppe, su muri e vetrate. Tutte violente, rivolte alle forze dell’ordine, tranne quella che riempie una facciata esterna della sede del Comune: “Fakir vive”, seguita, non a caso, da un insulto contro la polizia.

Da via Ugo Bassi a via Veneziani, fin davanti alle finestre della Prefettura, il day after della notte di guerriglia, scaturita dal corteo indetto per la scomparsa di Abdherraim Fakir, durata almeno quattro ore lascia l’amaro in bocca. All’angolo tra quelle vie, la sede Unipol è stata devastata. Intorno, i muri ‘parlano’ la lingua dell’odio: “Sbirro suicidato, mezzo perdonato”, sopra la vetrina del punto vendita in Ugo Bassi di Marina Rinaldi. “Sbirri assassini”, “più sbirri morti” e “fuoco alle guardie” sono tra gli insulti più ripetuti; qualcuno nella serata di follia di ieri ha vergato anche “Acab”.