Poco dopo la mezzanotte c’erano ancora un centinaio di antagonisti a fronteggiare la polizia. Una guerriglia in pieno centro a Bologna durata ore dove è volato di tutto: sedie dei dehors in via Ugo Bassi, cartelli stradali e transenne dei cantieri divelti. E dove è stata data a fuoco un’auto di servizio del Comune parcheggiata vicino a Palazzo d’Accursio.

Il primo bilancio, oltre ai danni e ai fermi, è di 11 le persone che hanno avuto bisogno di cure dal 118. Sul posto, il personale sanitario ha trattato quattro manifestanti e cinque poliziotti. Un altro poliziotto è stato portato all'ospedale Maggiore e un manifestante al Sant'Orsola, entrambi con ferite lievi.

Gli scontri sono partiti dopo il presidio in piazza del Nettuno promosso dal sindaco Matteo Lepore e dove è intervenuta solo la famiglia di Abderrahim Fakir, morto durante un intervento della polizia domenica al Pilastro. Migliaia le persone in piazza, poi una parte corposa si è mossa in corteo in piazza Roosevelt e davanti alla prefettura sono partiti gli scontri al grido di “assassini” e “tout le monde déteste la police”.

Sono volati gli insulti, i calci contro gli scudi degli agenti schierati, ma anche i tentativi di alcuni – la comunità marocchina aveva chiesto una manifestazione pacifica – di contenere i più belligeranti. In un crescendo, sono partiti i lanci di oggetti e bombe carta da parte dei manifestanti e la risposta con le manganellate.