Nato a Savona il 15 novembre 1975 e cresciuto a Torino, Compatangelo aveva costruito in venticinque anni una carriera che attraversava ogni continente e formato giornalistico. Era stato producer Nbc durante le Olimpiadi invernali di Torino 2006, poi si era trasferito a Los Angeles dove aveva lavorato con Mediaset, Sky e la televisione pubblica svizzera Rsi, seguendo spettacoli, sport e otto edizioni consecutive dei Giochi Olimpici, da Sydney 2000 a Londra 2012. Negli anni Settanta aveva realizzato il documentario investigativo The Los Angeles Breakdown, premiato con la menzione d'onore al Southern California Journalism Awards nel 2011. Si era poi stabilito a Washington durante la presidenza Biden, collaborando con "Mezz'ora in più" di Lucia Annunziata e con TV2000, prima di diventare presenza fissa quotidiana su La7, nel programma di David Parenzo e poi su In Onda. Per essere presente ai primi collegamenti della mattinata italiana, si svegliava alle quattro americane ed era tra i primi ad arrivare alla Casa Bianca, in giacca e cravatta. Dopo la rielezione di Trump, aveva fondato la White House Foreign Correspondents' Association, un'associazione di corrispondenti stranieri alla Casa Bianca che aveva creato per garantire ai colleghi internazionali - spesso tagliati fuori - un accesso più regolare ai briefing. Marco Rubio, già senatore, lo riconosceva tra la folla delle mani alzate e gli passava la parola.Il suo ultimo scoop, circa un mese fa, era diventato un caso diplomatico. Compatangelo aveva telefonato direttamente a Donald Trump e ottenuto un commento sulla telefonata con Giorgia Meloni a margine del vertice di Evian: "Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato a parlarle", aveva detto il presidente americano, aggiungendo di non credere che Meloni lo avesse "implorato per una foto" al G7. La risposta della premier era stata furiosa: "Le dichiarazioni di Donald Trump sono totalmente inventate. Sono francamente allibita. Una cosa se la deve ricordare: io e l'Italia non imploriamo mai”. L'intervista era rimbalzata in tutto il mondo. Pochi giorni prima di morire, Parenzo lo aveva invitato in diretta a strappare l'erba del prato della Casa Bianca e mostrarla in camera, per dimostrare agli spettatori che era davvero lì. Compatangelo lo aveva fatto, con la stessa professionalità e senso dell'autoironia che lo avevano contraddistinto per tutta la carriera.