Portare la propria bicicletta con sé in vacanza? Oggi è sempre più facile spedirla a destinazione con un semplice corriere o addirittura per via aerea. Da BikeFlip a Ship To Cycle, al fai date: i metodi e le soluzioni più adatte
Ecco la scena a cui di recente ci è capitato di assistere in un negozio di biciclette in centro a Milano: «Buonasera, scusi, ce l’ha il cartone di una bicicletta da strada che le avanza e che dovrebbe buttare?», chiede ansioso un cliente abituale che ha già perlustrato la zona dei bidoni lungo il marciapiede. «Vada giù a prenderlo in magazzino. Ho lasciato il pluriball dentro al cartone», risponde il negoziante alzando gli occhi al cielo. Spedire una bicicletta a destinazione sul luogo dove si intende trascorrere le vacanze è una priorità per molti italiani e stranieri che non vogliono noleggiare una bici. Due le ragioni fondamentali: i noleggi, soprattutto quelli delle e-bike, sono molto costosi (sulle Dolomiti arrivano a 85-90 euro al giorno) e poi la legittima aspirazione ad usare il proprio mezzo, compagno perfetto di mille salite. Non sempre è possibile scegliere luoghi raggiungibili in auto per portare la bici sul tetto. E scegliendo di spedirla in aereo o in treno o con un corriere, c’è chi si accontenta di un cartone qualsiasi, chi ha tenuto quello originale, chi preferisce un «case» rigido. Secondo il negoziante che interpelliamo, il quale per primo spedisce bici in tutta Italia tutti i giorni, le discriminanti da tenere in considerazione sono diverse: il tipo di imballo, il tempo necessario per ricevere la bici a destinazione, lo spedizioniere più o meno specializzato e soprattutto il valore della bici da spedire.









