di

Salvatore Mannino

In due banche di Empoli le casseforti del boss

È un pezzo del tesoro di Felice Maniero, il boss, celeberrimo ai suoi tempi, fra gli Anni 80 e 90, della Mala del Brenta. Due milioni di valore in ville, orologi preziosi, auto di lusso, quadri, gioielli e 90 mila euro in contanti depositati in banche dell’Empolese. Ora è tutto proprietà dello Stato, dopo la confisca disposta dal tribunale di Venezia, ma ancora del mitico bottino, che in origine, secondo le dichiarazioni dello stesso bandito poi pentito, ammontava a ben 33 milioni, manca la fetta più grossa. Intanto, però il nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza, con la collaborazione dei comandi provinciali delle Fiamme Gialle di Firenze e Venezia, ha definitivamente riportato nella disponibilità pubblica una villa a Fucecchio e una a Marina di Pietrasanta, in Versilia, oltre alle auto, agli orologi e al contenuto delle cassette di sicurezza nelle filiali bancarie dell’Empolese, che erano già sotto sequestro da anni.

La curiosità dell’operazione è che a mettere gli inquirenti sulle tracce del tesoro era stato nel 2016 lo stesso Maniero, ormai collaboratore di giustizia dal 1995 dopo la cattura dell’anno precedente. Il boss, che adesso è in stato di pesante depressione e degrado cognitivo, aveva chiesto di parlare con il Pm veneziano Paola Tonini, raccontandogli la storia di questo patrimonio occulto, affidato, a suo dire, all’ex cognato Riccardo Di Cicco, già marito della sorella Noretta.