Dalle ville agli orologi di lusso, passando per conti correnti, gioielli e auto di prestigio: il patrimonio riconducibile a Felice Maniero finisce definitivamente nelle mani dello Stato. Beni per 2 milioni. Si chiude così un lungo percorso giudiziario legato ai proventi della Mala del Brenta, all’esito della condanna di un uomo per aver riciclato proventi ritenuti illeciti riconducibili a Felice Maniero. Le investigazioni furono avviate anche sulla base delle dichiarazioni rese dallo stesso ex boss, consentendo di ricostruire il percorso del denaro accumulato con le attività illecite e successivamente reinvestito. Scattò nove anni fa un’inchiesta che portò gli investigatori anche nel Comprensorio. Attraverso accertamenti bancari, analisi documentali, rogatorie internazionali e approfondimenti patrimoniali, gli investigatori individuarono immobili, disponibilità finanziarie e beni di lusso acquistati con capitali di origine illecita confermando quindi – secondo gli inquirenti – e confessioni dell’ex capo della Mala. Faccia d’angelo, questo il soprannome del 72enne ex boss di Campolongo Maggiore divenne collaboratore di giustizia nel 1995.
La confisca – spiega una nota – riguarda due immobili situati nelle province di Firenze e Lucca (da quanto abbiamo appreso gestiti da un ammistratore giudiziale nominato dal tribunale), cinque autovetture, gioielli, quadri di valore, somme depositate su conti correnti e il contenuto di cassette di sicurezza custodite in due istituti bancari dell’empolese. Tra i beni confiscati figurano anche 90 mila euro in contanti e quindici orologi di lusso, affidati all’amministrazione giudiziaria insieme agli altri patrimoni sequestrati. L’operazione rappresenta l’epilogo dell’operazione – decollata nel 2017 – con le dichiarazioni dello stesso "Felicetto" e che aveva già portato al sequestro preventivo dei beni. Sul fronte penale i processi scaturiti dall’inchiesta sono arrivati da tempo al capolinea della Cassazione. Le confische sono state operate dai militari del nucleo speciale polizia valutaria della guardia di finanza, con il supporto dei finanzieri dei comandi provinciali di Venezia e Firenze.










