di Stefano Scibilia
Ci sono giornalisti che raccontano la storia. E poi ci sono giornalisti che, con il loro lavoro quotidiano, finiscono per diventare parte della storia che raccontano. Daniele Compatangelo apparteneva a questa seconda categoria: un professionista che aveva costruito la propria credibilità giorno dopo giorno, fino a diventare una presenza riconoscibile e rispettata nel cuore della politica americana. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel mondo del giornalismo italiano e internazionale a Washington. Non soltanto per la perdita di un collega di grande valore, ma per l'assenza di una figura che era diventata un punto di riferimento per chi ogni giorno attraversa i cancelli della Casa Bianca per raccontare ciò che accade dentro quelle mura. Per chi vive la Casa Bianca quotidianamente, Daniele non era semplicemente un giornalista. Era una certezza. Era quel collega che sapevi di trovare sempre nello stesso posto, con il computer aperto, gli appunti pronti e la giornata già iniziata quando per molti altri doveva ancora cominciare.
Daniele era un lavoratore instancabile. Ogni giorno si alzava nel cuore della notte per prepararsi alle dirette con La7 dalla Casa Bianca nella mattinata italiana. Mentre in Italia iniziavano le prime ore della giornata, lui aveva già seguito le notizie della notte americana, preparato i collegamenti e raggiunto la sede del potere statunitense. Arrivava sempre prima degli altri. Spesso, quando gli altri giornalisti varcavano la porta della briefing room, Daniele era già lì da ore. Non è un modo di dire: era davvero lui ad accendere le luci della sala stampa della Casa Bianca, il primo a occupare quella stanza che sarebbe diventata il centro del racconto politico americano della giornata. Era una routine fatta di sacrificio e disciplina, ma vissuta con naturalezza. Per Daniele il giornalismo non era soltanto un mestiere, ma una responsabilità. Ogni domanda, ogni collegamento, ogni articolo nasceva dalla consapevolezza di avere il compito di spiegare agli italiani cosa accadeva dall'altra parte dell'oceano.










