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Un “giallo” europeo attorno al Ponte sullo Stretto. Il programma Ue “Connecting Europe Facility-Cef III”, per il 2028-2034, non avrebbe previsto il finanziamento diretto della costruzione del Ponte, sebbene l'opera sia inclusa formalmente nel Corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo della Rete Ten-T e in precedenza, l'Unione europea aveva concesso un co-finanziamento limitato ai costi di progettazione della componente ferroviaria attraverso il bando “Cef Transport”.

L’assenza del Ponte nell’elenco delle grandi opere infrastrutturali individuate dal Consiglio europeo nel mandato negoziale sul nuovo “Connecting Europe Facility” – il programma che finanzierà le reti strategiche dei trasporti e dell’energia per il periodo 2028-2034 – va vista come una solenne bocciatura da parte dell’Europa? Il mandato negoziale parziale del Consiglio Ue sul programma “Cef III” per il periodo 2028-2034 è stato adottato a dicembre 2025. Esso delinea le priorità strategiche e le regole di finanziamento per le reti transeuropee, pur non includendo le dotazioni finanziarie definitive che dipenderanno dall'accordo globale sul Quadro finanziario pluriennale. Nell’allegato del mandato negoziale approvato dal Consiglio compaiono alcune delle infrastrutture considerate prioritarie per la Rete Ten-T: il collegamento Lione-Torino, il tunnel ferroviario del Brennero lungo l’asse Monaco-Innsbruck-Verona, la tratta Venezia-Trieste-Koper-Lubiana, il corridoio Marsiglia-Nizza-Genova e quello Chiasso-Milano-Novara-Genova, oltre a decine di altri collegamenti transfrontalieri tra Stati membri. Il collegamento stabile tra Messina e Reggio Calabria non è invece stato inserito. Come mai? La risposta viene dalla società “Stretto”: «Semplice, perché quell’elenco riguarda le opere infrastrutturali transfrontaliere, che attraversano, cioè, Stati diversi dell’Unione. Il Ponte è un’opera che verrà realizzata interamente su territorio italiano. Ed è e resta una delle principali infrastrutture europee inclusa tra gli interventi prioritari del nuovo Piano di lavoro del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, che sarà finalizzato nel 2026. Ogni altra affermazione al riguardo – sostiene la “Stretto” – è priva di fondamento.