BRUXELLES – L’Europa fa sul serio. Stiamo abbattendo le barriere in tutti i settori della nostra economia. Sosteniamo l’innovazione rivoluzionaria, dall’intelligenza artificiale alle tecnologie pulite. E stiamo consolidando partnership che garantiscano il futuro dell’Europa». La Commissione europea tenta il rilancio. Dopo mesi di paralisi, Ursula von der Leyen sta preparando una sorta di “Action Plan” per l’autunno e descrive in questi termini il lavoro fin qui svolto e quello che dovrà essere finalizzato nei prossimi anni.
Ieri la leader dell’esecutivo comunitario ha incontrato per questo Mario Draghi: per fare il punto della situazione sulle proposte presentate dall’ex presidente della Bce sulla Competitività europea. Un colloquio, però, che aveva anche un secondo fine. In sostanza von der Leyen ha bisogno di prepararsi alla ripresa di settembre per uscire dalla palude e presentarsi alla prima sessione plenaria del Parlamento europeo con un pacchetto di iniziative da illustrare nel discorso che viene definito “State of the Union”. Fino ad ora, infatti, l’attività del suo collegio è stata residuale rispetto alle sfide che attendono l’Ue: dalla economia alle guerre in Ucraina e nel Golfo Persico. Tutti i dati economici – soprattutto alla luce della ripresa del conflitto tra Usa e Iran – continuano a evidenziare un deficit di crescita e di prospettiva economica per il Vecchio Continente. Numeri che oggi verranno confermati da Eurostat, l’Istituto europeo di Statistica.










