HomeGrossetoCronacaCala Forno, la denuncia choc: “Un cane lasciato morire di stenti davanti a me”Il racconto di una turista che si è imbattuta in due uomini che avevano con sé l’animale: “Era disidratato, me lo hanno lasciato lì e non sono più tornati”. Rusci: “Stiamo facendo accertamenti”Teatro dell’episodio choc raccontato da una turista è stata la spiaggia di Cala di Forno all’interno del Parco della Maremma (Foto di repertorio)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciGrosseto, 21 luglio 2026 – “Quello che abbiamo vissuto oggi a Cala di Forno non dovrebbe accadere mai. Eppure è successo, davanti ai miei occhi, nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto intervenire. Inizia così la mail che ci ha inviato una lettrice su quanto accaduto nel cuore del Parco della Maremma. E sulle sofferenze che non vorremmo mai vedere patire a un animale. Eppure è accaduto.

La denuncia choc: “È morto davanti a noi”

“Ero a Cala di Forno – prosegue la lettrice – quando sono arrivati due uomini insieme a un cane in gravissime condizioni: era chiaramente disidratato, in forte sofferenza e in preda a quello che sembrava essere un colpo di calore. Mi sono avvicinata per offrire aiuto. I due uomini hanno riferito di non avere acqua e hanno aggiunto che il cane, in nove anni, non era mai stato visto in quello stato e che provenivano da un’azienda agricola della zona. Hanno chiesto di restare con l’animale mentre loro sarebbero andati a chiedere aiuto e sarebbero tornati con una jeep”. Ma non sono mai più tornati ad accudire il povero animale. “Nel frattempo il cane ha iniziato ad avere crisi sempre più gravi. Ha avuto tre crisi convulsive e, dopo una lunga agonia, è morto davanti a noi – prosegue la donna - È stata una scena devastante, che non dimenticherò facilmente. Questo episodio solleva interrogativi gravissimi. Se quei due uomini avevano davvero intenzione di tornare, perché non l’hanno fatto? Se invece hanno deciso di lasciare il cane al suo destino, si tratterebbe di un comportamento moralmente inaccettabile e che merita accertamenti”.