Milano, 21 luglio 2026 – Provengono dal Kenya o dall’India, sono tra le vittime delle sfruttamento emerso dalle indagini della Procura di Milano con al centro il cantiere per la costruzione del nuovo consolato degli Stati Uniti in piazzale Accursio.
Dodici operai che lavoravano per la divisione italiana del colosso statunitense Caddell Construction, in una situazione di particolare fragilità, sono stati presi in carico dal Comune di Milano attraverso il progetto Derive e Approdi che si occupa del contrasto alla tratta degli esseri umani. Attualmente vivono in tre diversi centri di accoglienza in città, e sono state avviate le pratiche per far ottenere loro il permesso di soggiorno seguendo i percorsi dedicati alle vittime di tratta o sfruttamento lavorativo.
Una rete che si è attivata, attraverso i contatti con la Procura e i sindacati, quando dalle indagini dei pm Paolo Storari e Mauro Clerici che hanno portato al controllo giudiziario d’urgenza per caporalato della Caddell è emerso la condizione di “para-schiavismo” e lo sfruttamento, anche con paghe sotto la soglia della povertà di meno di due euro l’ora, di operai provenienti dall’India o dal Kenya. Il consolato degli Stati Uniti a Milano






