La salute mentale passa anche attraverso le relazioni, gli spazi condivisi e la capacità di una comunità di accogliere le fragilità senza trasformarle in etichette. È questo il messaggio emerso a Cagliari durante l’evento “Agorai - Spazi per generare salute mentale”, l’iniziativa che nei giorni scorsi ha riunito in piazza del Carmine pazienti, familiari, operatori, associazioni e cittadini.
Promosso per il secondo anno dal Dipartimento di Salute mentale e Dipendenze della Asl di Cagliari insieme all’assessorato comunale alle Politiche sociali, il progetto nasce con l’obiettivo di portare il tema del disagio psichico fuori dagli ambulatori e dai luoghi tradizionalmente dedicati alla cura.
Al centro del progetto c'è un approccio nel quale il percorso della persona non riguarda soltanto i servizi sanitari, ma coinvolge famiglie, scuole, istituzioni, associazioni e cittadini. Curare significa quindi anche costruire una rete capace di contrastare l’isolamento e offrire punti di riferimento nella quotidianità.
A raccontarne l’importanza sono stati alcuni ragazzi seguiti dal Centro di salute mentale di Cagliari. «Volevo ringraziare il Csm: ce la mettono tutta e, qualsiasi cosa ci serva, loro ci sono», ha spiegato uno di loro. Un’altra testimonianza ha sottolineato il valore della continuità: «Gli operatori del centro sono una presenza costante. Ci offrono qualcosa di solido su cui costruire il nostro percorso».






