Piazza del Carmine.15 luglio 2026 alle 00:50

Lunedì sera piazza del Carmine ha ospitato “Agorai - Spazi per generare salute mentale”. Tante le persone presenti: pazienti, familiari, operatori e associazioni, ma anche cittadini e persone di passaggio che, incuriosite dai tanti interventi, hanno deciso di fermarsi. L’appuntamento, promosso dal Dipartimento di salute mentale e dipendenze della Asl insieme all’assessorato delle Politiche sociali, festeggia i due anni del progetto. L’evento ha trasformato la piazza in uno spazio aperto di confronto sul disagio psichico, sullo stigma e sul ruolo della comunità nei percorsi di cura. Nello spirito delle Agorai, i protagonisti sono stati i presenti con le proprie testimonianze, tra cui quelle dei ragazzi che frequentano il centro di salute mentale: «Volevo ringraziare il centro: ce la mettono tutta, qualsiasi cosa ci serva loro ci sono», ha detto uno di loro. Un’altra testimonianza ha sottolineato: «Gli operatori del centro sono una presenza costante tutti i giorni per noi. Ci offrono qualcosa di solido su cui costruire il nostro percorso». Nel dibattito è emerso il peso delle parole e delle etichette. «Alla fine diventi una sorta di contenitore in cui ogni persona a disagio nella città viene definita “matta”», ha osservato un partecipante. A guidare l’evento è stato il dottor Alessandro Coni, direttore della Sc Csm Cagliari 1 e fondatore del progetto, ha richiamato la progressiva riduzione delle risorse: «L’Oms ci dice che stiamo vivendo una grande emergenza. I soldi diminuiscono, mentre per le scuole ci sono sempre meno risorse e negli ospedali sempre meno infermieri. Anche per questo nasce Agorai, un progetto di psichiatria di comunità: crediamo che il processo di cura e guarigione debbano essere fatto in comunità, con la comunità. È un progetto di contrasto allo stigma sulla malattia mentale e di sensibilizzazione della cittadinanza e dei politici». La serata si è poi conclusa con le esibizioni degli artisti, tra cui i musicisti Claudio Saba e Samuele Coccu. Proprio Saba è intervenuto durante Agorai, raccontando il proprio rapporto con il disturbo: «Quando lo trascuri diventa una malattia, non prima. Ogni persona attraversa momenti di alti e bassi. Bisogna fermarsi e capire come ci si sente, lavorando con se stessi e con gli altri. Questo aiuta a contenerli e gestirli meglio».