KUALA LUMPUR (AsiaNews) - “Le condizioni spaventose nei centri di detenzione sono la causa di morti evitabili – dice Peter Bouckaert, direttore dell’organizzazione umanitaria Fortify Rights – la Malaysia ha l'obbligo giuridico di trattare le persone in custodia in modo umano e di fornire loro assistenza medica tempestiva e adeguata quando necessario”. E’ stata la reazione ai dati comunicati al Parlamento malaysiano dal ministro degli Interni, Datuk Seri Saifuddin Nasution Ismail.
I dati resi noti dal ministero. Tra il 2021 e il 2025, 465 persone sono morte nei centri di detenzione per immigrati, tra cui 393 uomini, 60 donne e 12 minori. Complessivamente, dal 2024 - anno di avvio della campagna di controllo contro l’immigrazione irregolare - nei centri si sono registrati 140 decessi. Già 31 ne primi sei mesi di quest’anno.
Il ministero ha citato morti dovuti a sepsi, leptospirosi e meningite. Sono patologie che possono essere causate o aggravate da infezioni non trattate, acqua contaminata, scarse condizioni igieniche e sovraffollamento, potenzialmente prevenibili o curabili.
La Campagna del governo contro i migranti irregolari e i rifugiati. I decessi in detenzione fanno seguito a un'impennata senza precedenti nelle operazioni contro migranti irregolari e rifugiati nell'ambito di una campagna governativa avviata nel 2024. Nel 2025, gli arresti legati all'immigrazione hanno raggiunto i livelli più alti dell'ultimo decennio, con un sovraffollamento dei centri di detenzione che ha aggravato i problemi. Secondo le più recenti statistiche governative, i centri ospitano 22.045 detenuti, superando la capacità dichiarata di 21.530 posti.









