Hanno fatto appello contro la sentenza per gli scontri del 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà le 12 persone appartenenti a Casapound condannate dal Tribunale di Bari per manifestazione fascista e lesioni personali aggravate con pene variabili da un anno e mezzo fino a due anni e mezzo: avrebbero aggredito alcuni militanti di sinistra che tornavano da un corteo antirazzista.
Il collegio presieduto da Ambrogio Marrone aveva condannato dodici delle diciassette persone per cui il procuratore Roberto Rossi aveva chiesto il giudizio. Cinque sono stati ritenuti responsabili di manifestazione fascista, in violazione della legge Scelba, e condannati a un anno e sei mesi di reclusione e 150 euro di multa oltre alle spese processuali. Per altri sette la pena è salita a due anni e sei mesi di reclusione e 250 euro di multa, perché riconosciuti colpevoli anche di lesioni personali nei confronti delle vittime. Per tutti è stata disposta la sospensione dei diritti politici per cinque anni.
«Il comportamento violento e pubblico degli imputati - secondo la sentenza del Tribunale - appare certamente volto a fare proselitismo e suscitare consenso ad un’ideologia basata sulla violenza come quella del fascismo ed a propagandare l’uso della forza come metodo di lotta politica, evocando la ricostituzione del disciolto partito fascista come pericolo concreto, in contrapposizione allo Stato democratico e così perseguendo finalità antidemocratiche proprie del partito fascista».






