A decidere quando è l'ora di staccare il cervello per riposare sono dei minuscoli frammenti genetici, i microesoni, che determinano il modo in cui vengono prodotte le proteine nei neuroni: una loro alterazione può causare disturbi del sonno e iperattivazione, come dimostra lo studio condotto sul pesce zebra, uno degli animali più studiati nei laboratori di genetica, da un team internazionale guidato dall'Università Pompeu Fabra e dal Centro per la Regolazione Genomica (Crg) di Barcellona.

I risultati, pubblicati sulla rivista Science Advances, descrivono un meccanismo biologico altamente conservato nell'evoluzione: la scoperta potrebbe dunque avere implicazioni anche per gli umani, dato che i disturbi del sonno e l'ipersensibilità sensoriale sono frequenti in condizioni come l'autismo e la schizofrenia (due disturbi per i quali è già stata riscontrata un'alterata regolazione dei microesoni). Per sopravvivere, gli animali devono essere pronti a reagire a stimoli esterni e interni. Questa attivazione del sistema nervoso centrale viene regolata attraverso un'ampia gamma di proteine ​ottenute tramite splicing alternativo, un processo che consente a uno stesso gene di produrre proteine diverse attraverso l'inclusione o l'esclusione di uno o più microesoni: le proteine risultanti presentano sequenze amminoacidiche molto simili, ma non identiche, e possono quindi svolgere funzioni differenti.