NEW DELHI - Migliaia di manifestanti hanno marciato oggi 20 luglio sul Parlamento indiano per chiedere le dimissioni del ministro dell’Istruzione, in quella che è senza dubbio la crisi politica più seria mai affrontata dal primo ministro Narendra Modi nel corso del suo terzo mandato alla guida del Paese.
A lanciare la sfida al governo è stato il Cockroach Janta Party (Cjp), o Partito popolare degli scarafaggi, un movimento studentesco nato sul web per protestare contro la corruzione, la mancanza di opportunità per i giovani e il disprezzo mostrato nei loro confronti da parti importanti dell’establishment indiano. Il Cjp sta diventando un catalizzatore dell’insoddisfazione di una parte della popolazione per il governo induista radicale guidato dal Bharatiya Janata Party (Bjp) di Modi.
Le forze di sicurezza prima hanno sottovalutato la portata della protesta. Poi hanno risposto alla sfida dei manifestanti – a cui era stato negato il permesso di uscire dall’area dove le autorità impongono che si svolgano i sit-in – con il lancio di lacrimogeni e cariche a colpi di lathi, i manganelli lunghi e sottili in dotazione alla polizia e ai reparti paramilitari indiani. Le cariche e i fermi non hanno impedito a migliaia di dimostranti di marciare verso il Parlamento, spingendo i reparti che si occupano della sicurezza del complesso a chiudere e presidiare i cancelli.










