Apple probabilmente non indicherà il nome di Jony Ive nel contenzioso legale che causa che vede la Casa di Cupertino contrapposta a OpenAI, accusata di furto di segreti industriali.

Lo riferisce Mark Gurman di Bloomberg nell’ultimo numero della sua newsletter “Power On” spiegando che prima di tutto l’ex chef designer officer di Apple non ha nulla a che fare con le assunzioni e altre attività di OpenAI; in seconda analisi fare causa a una figura così fortemente legata alla storia di Apple sarebbe un autogol d’immagine.

Gurman spiega inoltre che a proteggere Ive contribuisce anche la sua amicizia con Laurene Powell Jobs, imprenditrice e vedova di Steve Jobs. Si dice infatti che la donna sia molto vicina all’attuale CEO Tim Cook e al futuro CEO John Ternus, e che abbia grande influenza su questi ultimi.

Apple sostiene che Tang Tan, attuale responsabile hardware di OpenAI ed ex designer di Apple, e Chang Liu, ex ingegnere elettronico della Casa di Cupertino, abbiano chiesto ai dipendenti Apple che sostenevano colloqui con OpenAI di fornire dettagli su dispositivi non ancora usciti, ma anche su componenti, processi produttivi e rapporti con i fornitori.

Dal design di iPhone al futuro dell’AI, Jony Ive ora è con OpenAI