È morto a 75 anni il Comandante Alfa, tra i fondatori del Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri e protagonista di alcune delle più delicate operazioni dello Stato. Per decenni ha vissuto nell'ombra, con il volto coperto dal mefisto nero e una carriera segnata da missioni ad altissimo rischio. Ma all'origine della sua scelta di entrare nelle forze dell'ordine, raccontava, c'era anche un episodio vissuto da ragazzo: la violenza sul suo cane.
La notizia della scomparsa
Il Comandante Alfa, pseudonimo di Antonio, era luogotenente dell'Arma dei Carabinieri e uno dei fondatori del Gruppo di Intervento Speciale, il Gis. Una vita trascorsa tra addestramenti, operazioni antiterrorismo, liberazioni di ostaggi e missioni ad altissimo rischio, sempre con il volto nascosto dal caratteristico mefisto nero.
La notizia della sua scomparsa è stata comunicata il 19 luglio sui suoi canali ufficiali. «Con immenso dolore comunichiamo la scomparsa del Comandante Alfa. Ci lascia un uomo speciale, che ha saputo donare affetto, valori e ricordi che resteranno per sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e non solo», si legge nel messaggio pubblicato per annunciarne la morte.
Quel cane ucciso quando era ancora un ragazzo










