Per quarant’anni ha rinunciato alla libertà del suo viso scoperto proteggendo e custodendo la sua identità dietro un mephisto nero. Se ne andato ieri, a 75 anni, il Comandante Alfa, l'uomo senza volto, co-fondatore del reparto d’élite Gis, il Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri.
Con la scomparsa di Alfa, il luogotenente Antonio Marzullo, si chiude una pagina decisiva della storia della sicurezza e dell'antiterrorismo in Italia, scritta nell'ombra da chi ha fatto dell'invisibilità la propria divisa.
Dietro il mephisto si nascondeva un puro servitore dello Stato, un difensore della legalità, ma anche un uomo dal tratto dolce, gentile e disponibile. Nato a Castelvetrano, in provincia di Trapani, Alfa è stato al tempo stesso testimone e braccio operativo dello Stato nei momenti più complessi degli ultimi 40 anni. Dalle missioni ad alto rischio durante gli anni di piombo, con le ricerche di Aldo Moro, rapito della Brigate rosse, alle operazioni anti-sequestro tra le montagne della Calabria e della Sardegna, alla rivolta del 1980 al supercarcere di Trapani, quando un gruppo di detenuti si barricò utilizzando alcune guardie come ostaggi, alle operazioni contro la criminalità organizzata fino ai contesti internazionali più caldi, come i Balcani e l'Iraq.











