Enrico Fornito, commercialista bergamasco con un passato nella Guardia di Finanza, delinea la sua visione sulla professione che verrà: tre aree di attività, un progetto formativo a lungo termine e la convinzione che la relazione con l'imprenditore resti il vero vantaggio competitivo.

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C’è un momento, nella carriera di ogni professionista, in cui la domanda smette di essere: “Come faccio a crescere?” e diventa: “Dove sta andando tutto questo?”. Per Enrico Fornito, fondatore di Enrico Fornito Commercialisti a Bergamo, quel momento è arrivato osservando due fenomeni convergenti: da un lato, l’intelligenza artificiale che ridisegna i processi contabili con una velocità senza precedenti; dall’altro, imprenditori sempre più soli di fronte a un fisco percepito come ostile, bisognosi non di un software, ma di qualcuno che li ascolti davvero. La risposta, per Fornito, non è scegliere tra tecnologia e umanità, ma costruire un modello professionale che le tenga insieme, senza illusioni né nostalgia.

Una professione a un bivio

Il settore della consulenza fiscale italiana attraversa una fase di trasformazione profonda. L’automazione ha già iniziato a modificare le attività a basso valore aggiunto – registrazioni contabili, elaborazione di dichiarazioni, riconciliazioni – e l’intelligenza artificiale promette di accelerare ulteriormente questo processo. Per molti studi professionali, soprattutto quelli di dimensioni contenute, il rischio è quello di trovarsi compressi tra la standardizzazione dei servizi di base e l’incapacità di offrire consulenza strategica a un target imprenditoriale sempre più esigente.