Pizza, ventagli e lacrime. Oltre duecento argentini ai Quartieri Spagnoli hanno sperato fino all'ultimo, con il fiato sospeso, che l'Argentina vincesse i Mondiali 2026. Molti emigranti in diversi paesi in Europa hanno preferito venire a vedere la finale a Napoli, nella città del cuore di Diego Armando Maradona, invece che andare oltreoceano in New Jersey dove si è disputata la finale.
"Con cinque ore di volo siamo venuti a Napoli abbiamo preferito venire qui che andare negli Usa. E' un vero peccato aver perso, meritavamo di vincere. Ma che vuoi? E' il calcio", dice una signora mentre piange nella piccola arena del tifo davanti alla "La Bodega de D10S 2", il santuario del tifo azzurro, e quindi argentino, in piazzetta Rosario di Palazzo.
La maggioranza è argentina, c'è anche una mamma con il figlio piccolo che dorme in grembo. Ma ci sono anche tanti napoletani a sperare accanto a loro. Sotto gli schermi, almeno quattro, in omaggio a Messi e compagni sciarpe e bandiere. E spuntano ceri accesi in segno di devozione.
Non si cammina nei vicoli dei Quartieri, in ogni angolo c'è un tifoso argentino seduto su una sedia o a terra, a pochi passi dallo slargo del murale de El Pibe, chiuso per i lavori di riqualificazione. Una tv nel bar ha ancora intorno il polistirolo, è stata acquistata poche ore prima proprio per la finale. Quando Torres segna al 106' dei supplementari scende il gelo sui Quartieri, la temperatura afosa viene spazzata via dall'amarezza dei tifosi dell'Albiceleste.










