La nuova visione tecnologica della casa svedese di proprietà dei cinesi Geely. ll ruolo della batteria e dei materiali. Ecco il risultatoLa nuova visione tecnologica della casa svedese di proprietà dei cinesi Geely. ll ruolo della batteria e dei materiali. Ecco il risultatoA bordo di EX60 si è in una nuova era. Volvo promette oltre 800 chilometri di autonomia: un impegno che si poggia su basi solidissime, grazie al cambio di paradigma nella tecnica costruttiva e nei processi di produzione pronti a fare scuola.Secondo i tecnici di Göteborg l’auto oggi deve essere un fulcro di potenza, per concretizzarsi al contempo in performance, controllo e sicurezza, senza dispersioni di energia. Il risultato? Numero uno: una nuova piattaforma SPA3 ad alta tensione. Due: l’inedita tecnologia cell-to-body, dove il pacco batteria smette di essere un peso passivo e si fa elemento strutturale della scocca stessa per una rigidità torsionale da primato (-70 chilogrammi) a tutto vantaggio dell’efficienza dinamica. Tre: il megacasting, ossia un processo di grandi fusioni d’alluminio che cancella in un colpo solo centinaia di componenti separate, ereditando e perfezionando una filosofia costruttiva pioneristicamente aperta da Tesla.Un approccio che si unisce all'impiego del 27% di materiali riciclati — il valore più alto mai registrato nella storia del brand — eguagliando quella della ben più compatta EX30. Delle 3 EX60 a listino - tutte ad alte performance - abbiamo testato l’intermedia: la P10 (Trazione integrale, 510 CV) per oltre 200 km. Ecco come è andata.Vista da davantiIl colpo d'occhioDal vivo, la EX60 gioca con i volumi in modo sorprendente. È un Suv importante — lungo 4,80 metri, largo circa 2 e con un passo generoso di 2,97 metri — con proporzioni pulite, ampie superfici vetrate e lunotto con finitura a contrasto che le regalano una silhouette filante, quasi da wagon rialzata. Sembra più compatto di quanto dicano i numeri, complice un'aerodinamica curata che taglia l'aria senza sforzo (Cx di 0,265.) Una volta a bordo, l'abitacolo si rivela un'oasi digitale rilassante e ovattata: il salotto minimalista è un ambiente rivestito in materiale ecosostenibile, sedili ventilati e l’impianto audio Bowers & Wilkins, definito da dettagli - vani - da scoprire, che arrivano dal mondo dell’interior.Sulla plancia protagonista un display orizzontale da 15", supportato da un software su base Android Automotive che scorre rapido e senza incertezze. Vi si controlla praticamente ogni funzione. Lo spazio non manca sia per gli ospiti dietro che per i bagagli: il baule offre capacità minima di circa 600 litri, a cui si sommano i 50 litri del frunk anteriore (che sale a 80 litri sulla variante a trazione posteriore).L'elettronicaLa EX60 è la prima vera "software-defined vehicle" di Volvo, ossia un'auto concepita attorno a un supercomputer centrale: il sistema HuginCore. Con una capacità di calcolo di 250 trilioni di operazioni al secondo sviluppata insieme a Google, NVIDIA e Qualcomm la vettura non è solo la più intelligente in gamma ma è quella che impara e si aggiorna costantemente over-the-air (OTA), soprattutto per proteggere. Le cinture di sicurezza, ad esempio, continuano ad essere ancora un’eccellenza per Volvo: grazie a sensori evoluti che leggono la fisionomia, il peso e la posizione del corpo in tempo reale, 11 diversi profili di limitazione del carico sono pronti a ridurre al minimo i traumi in caso d'impatto nel giro di millisecondi. Inoltre, a bordo debutta l'assistente vocale di Google Gemini, capace di un dialogo naturale che supera di gran lunga i comandi vocali impostati di una volta.Il posto guidaAl volanteAl volante della P10 AWD da 510 Cv con batteria al litio-nickel-manganese-cobalto da 95 kWh, senza alcun timore, spingiamo il pedale, cullati tra le curve dell'Argine Agosta e gli scorci di Porto Garibaldi: l'erogazione della potenza è lineare e progressiva, la risposta al pedale è dolce, mai brusca, e rende la guida incredibilmente fluida. Alla prova al semaforo ci vogliono 4,6 secondi per lo 0-100, ma stupisce davvero quando è il momento dei tornanti. Nonostante il peso importante che sfiora i 2.300 kg l’agilità è inaspettata: il merito va al baricentro rasoterra e a un bilanciamento dei pesi perfetto tra avantreno e retrotreno.Ovviamente quando l'energia si esaurisce, l'architettura a 800 Volt trasforma la sosta in un break veloce, grazie anche alla comodità del sistema Plug and Charge. Bastano appena 16 minuti per passare dal 10% all'80% della ricarica, accettata fino a 370 kW in DC (315 km di autonomia). Ne servirebbero 19 di minuti sulla P12, con maxi-batteria da 117 kWh (per 340 km di ricarica).In & OutL’architettura trasmette un’ottima gestione dei pesi e un'immediata sensazione di stabilità e robustezza fin dal primo utilizzo. Il design delle maniglie, minimalista ed essenziale, per quanto esteticamente appagante - come tutto il resto - può sacrificare l'ergonomia e il comfort d'uso.Il profiloIl listinoCome detto EX60 poggia sulla nuova piattaforma SPA3 ad alta tensione (800 Volt) per presentarsi sul mercato con tre anime distinte e in due allestimenti Plus e Ultra:P6 (374 Cv; batteria da 83 kWh e 611 km di autonomia): da 65.350 € (Plus) a 72.300 € (Ultra)P10 AWD (510 Cv, batteria da 95 kWh e 660 Km) da 68.400 € (Plus) a 75.350 € (Ultra)P12 AWD (680 Cv 810 km di autonomia, batteria da 117 kWh): da 74.500 € (Plus) a 81.450 € (Ultra)Gli ordini sono già aperti e le prime consegne programmate per settembre.Per chi invece cerca l'avventura in chiave scandinava, l'appuntamento è fissato per il 2027 con il debutto della variante Cross Country: assetto rialzato di 20 mm, sospensioni pneumatiche di serie e solo trazione integrale.Le rivaliÈ uno dei segmenti più caldi del mercato, anche per il fronte flotte. EX60 dovrà vedersela con avversarie agguerrite come Mercedes GLC elettrica e BMW iX3.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Volvo EX60, in strada con il Suv elettrico da 800 chilometri di autonomia, costruito intorno a un supercomputer – Test drive
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