È l’evoluzione di una prestazione sportiva al femminile ed è allo stesso tempo la celebrazione di come il rapporto genitori-figli possa non essere una sfida a somma zero, dove chi conquista terreno lo toglie a chi c’era prima

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Barbara Stefanelli

Sette metri e dodici. Un centimetro oltre la madre. Nella nona tappa della Diamond League, Larissa Iapichino, 22 anni il 18 luglio, ha migliorato q.b. quanto bastava – il record stabilito dalla madre Fiona May nel 1998, a Budapest. La figlia atleta supera il corpo che l’ha generata, infilandosi nella stessa traiettoria, ma spingendosi un po’ più in là.

È l’evoluzione di una prestazione sportiva al femminile ed è allo stesso tempo la celebrazione di come il rapporto genitori-figli possa non essere una sfida a somma zero, dove chi conquista terreno lo toglie a chi c’era prima. Fiona May non perde i suoi 7.11, li ha avuti e festeggiati alla fine del secolo scorso. Poi ha insegnato alla sua bambina – in questo caso assieme al padre, l’allenatore Gianni Iapichino – a saltare bene, meglio, a trovare la propria voce lasciandosi alle spalle l’eco della famiglia.