Sicurezza in agenda

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Il gommone della società nazionale di salvamento

"Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte sparisce, ogni tanto si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non da risposte, è saggio, è potente, è imprevedibile". Non potrebbe esserci descrizione migliore, questa di Alessandro Baricco, per ciò che è successo ieri a Portonovo. Alle 6 del mattino il mare era tranquillo, quasi un lago di acqua dolce, ma poi man mano che le ore passavano ha iniziato ad agitarsi sempre di più. Una tempesta, registrata al largo delle nostre coste, ha creato una serie di onde che il vento ha poi diretto verso le nostre rive. Una giornata che è stata di enorme impegno per i soccorritori. I vigili del fuoco hanno soccorso cinque canoisti a bordo di due canoe in difficoltà nelle acque antistanti la spiaggia dei gabbiani. Il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco li ha raggiunti e condotti in sicurezza sulla spiaggia di Portonovo. Sul posto anche le moto d’acqua della polizia. Gran lavoro anche per la società nazionale di Salvamento coordinata da Edoardo Rubini dello stabilimento Emilia. "Prima di affrontare il mare - ha detto Rubini - è fondamentale controllare sempre le previsioni meteo". Il primo intervento ha riguardato il recupero di un ragazzo che a causa del mare agitato si è rovesciato con la canoa a Mezzavalle e ha bevuto molta acqua. Da terra hanno avvertito il 118 che ha poi chiamato la Guardia Costiera e questa ha allertato immediatamente il salvamento di Portonovo che con il gommone ha recuperato l’infortunato portandolo a terra. Un’operazione questa che ha registrato, per l’ennesima volta, una grandissima difficoltà nell’operazioni di attracco al molo che da anni non è più in grado di consentire le operazioni di soccorso quando il mare è mosso. Dalla riva i bagnanti hanno potuto assistere increduli alle enormi peripezie che i volontari della Società Nazionale di Salvamento hanno dovuto sostenere per portare in salvo il malcapitato. Il secondo intervento ha riguardato un giovane a bordo di una imbarcazione che colto da malore è stato condotto a terra. Ma la giornata ha proseguito a registrare altri interventi di soccorso come quello per due persone che, dopo lo scoglio della Vela, non riuscivano con il loro sup a rientrare. Il mare forte li aveva portati tra gli scogli. La squadra del Salvamento, armata di DAG, una piattaforma semirigida galleggiante, ha portato in salvo i malcapitati. Le grandi onde di ieri hanno purtroppo portato nuovamente via, parte del materiale che proprio la scorsa settimana il Comune aveva provveduto a spostare per restituire al tratto di costa, tra il bagnino Franco e la Cooperativa pescatori, la sua normale conformazione. Nonostante si sia cercato di prolungare nel tempo l’inizio dell’intervento, proprio per timore di quello che poi é accaduto ieri, si dovrà ancora una volta ripetere l’intervento di palleggiamento della spiaggia. Forse è giunta l’ora di realizzare le barriere sommerse, consigliate dal mondo scientifico e benevolmente accolte da operatori e associazioni ambientaliste.