Punta da un insetto Salvata dal presidente della Croce Rossa Una turista romagnola a San Michele stabilizzata da Barca e da due medici in vacanza a SiroloRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSirolo (Ancona), 20 luglio 2026 – Una turista di 62 anni, di Cesena, è stata soccorsa ieri sulla spiaggia di San Michele, a Sirolo, per una reazione allergica scatenata dalla puntura di un insetto. A prestarle i primi soccorsi è stato il presidente della Croce Rossa di Ancona Gianni Barca, in spiaggia da semplice bagnante nel suo giorno di riposo. Attenendosi al protocollo del soccorritore, con le domande di rito Barca ha passato in rassegna le possibili cause del malore, fino al dettaglio della puntura sul piede e ai sintomi che non lasciavano dubbi: «Difficoltà a respirare, macchie rosse sulle braccia — racconta —: ho capito che era in corso una reazione allergica». Da lì la gestione dell’emergenza insieme a due giovani medici in vacanza fino all’arrivo dei soccorsi via mare. Trasferita al porto di Numana e trattata con la terapia cortisonica, la donna si è ripresa senza necessità di ricovero. Quello della turista è stato solo l’ultimo intervento di una mattinata di grande lavoro per l’equipaggio dell’idroambulanza della Croce Rossa lungo la costa del Conero. Il primo allarme è scattato alle 10.50: una canoa si è rovesciata in mare all’altezza dei Lavi — il grecale sollevava onde di circa un metro — e l’occupante, un cinquantenne di Ancona, ha raggiunto la parete trovando rifugio proprio sotto la falesia, dove è rimasto in attesa dei soccorsi. L’equipaggio lo ha individuato, messo in sicurezza e recuperato a bordo con l’ausilio dell’attrezzatura di salvataggio. Ma il rientro è durato il tempo di una comunicazione radio: la Guardia costiera ha dovuto dirigere il mezzo verso i Sassi Neri, dove un’imbarcazione della Conero Boat era ferma all’ancora con tre passeggeri colpiti da malore, verosimilmente mal di mare. Sotto quel moto ondoso la barca immobile continuava a beccheggiare, e per chi era a bordo non c’era tregua. I tre, tutti sessantenni di Ancona, sono stati trasferiti a uno a uno sull’idroambulanza, dove si trovava ancora il canoista, trattenuto a bordo per non ritardare il soccorso: un’operazione resa delicata proprio dalle onde.