C'è un "sistema" a sinistra, un filo che lega gli scioglimenti per camorra dei Comuni di Castellammare e Torre Annunziata, i recenti fatti di Ercolano, i sospetti di Portici e San Giuseppe Vesuviano. Ne è convinto il centrodestra, che dopo la conferenza stampa di qualche giorno fa in consiglio regionale, organizzata proprio per denunciare questo stato di cose, ora preme ancora più forte sull'acceleratore delle accuse e punta dritto alla piazza. Si terrà infatti giovedì 23 luglio, in piazza Municipio a Castellammare, una manifestazione nazionale di Fratelli d'Italia, con un parterre che testimonia quanto il partito voglia far diventare il dossier campano un caso nazionale: il capogruppo in consiglio regionale Raffaele Pisacane, il capo dell'opposizione in Campania Gennaro Sangiuliano, il senatore Sergio Rastrelli, componente della commissione parlamentare Antimafia, la commissaria provinciale Marta Schifone e il coordinatore regionale Antonio Iannone. Da Roma scenderanno i capigruppo alla Camera e al Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, e il responsabile dell'organizzazione Giovanni Donzelli.

La risposta Non si fa attendere la replica delle sinistra. «Un errore strumentalizzare. Principio cardine del nostro impegno è il contrasto alla criminalità organizzata e la lotta per la legalità in tutti i territori», hanno spiegato il segretario dem della Campania, Piero De Luca, e quello provinciale Francesco Dinacci: «Le immagini e le frasi che sono circolate su Ercolano sono incompatibili con i valori fondanti della nostra comunità democratica. Il segretario del circolo, Antonello Cozzolino, che si è autosospeso dal partito, avrà modo di fornire le necessarie motivazioni nei tempi e modi dovuti. Al fine di tutelare l'impegno, il rigore e l'integrità dei nostri militanti, il circolo Pd di Ercolano viene tuttavia commissariato».Napoli, l’affondo del centrodestra: «Questione morale nel Pd»«Il Partito Democratico - insiste De Luca - ha sempre seguito una linea di assoluto rigore, intervenendo ogni volta anche prima che emergessero criticità. Per questo respingiamo con forza ogni tentativo di strumentalizzazione politica da parte di una destra incoerente, che si mobilita a targhe alterne. Ricordiamo che il governo Meloni continua da anni ad indebolire strumenti fondamentali di contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione, ignorando gli appelli che arrivano da magistrati e Procura nazionale antimafia per rafforzare gli strumenti investigativi». L’affondo «Non si può predicare la legalità al centro e poi arruolare chiunque in periferia», si legge invece nella nota degli organizzatori della manifestazione di giovedì a Castellammare. La tesi che sorregge la mobilitazione è che gli scioglimenti di Castellammare e Torre Annunziata non siano episodi isolati, ma tessere di un disegno più ampio. Vi si intreccia la vicenda di Ercolano. La nota di FdI allarga lo sguardo a Sarno e Pagani, nel Salernitano, e richiama lo scioglimento di Caserta, componendo un mosaico che il partito definisce un "sistema sinistra", spesso a trazione dem, permeato da poteri criminali. Non si tratterebbe più, secondo questa lettura, di mele marce, bensì di una rete diffusa che finirebbe per condizionare una popolazione più numerosa di quella di Bologna. Alla di sinistra, si legge nella nota, spetterebbero risposte finora mai arrivate. Maraio: «Socialisti decisivi per un nuovo riformismo»Nella nota si parla anche di San Giuseppe Vesuviano, dove da tempo l'attenzione si concentra su una festa organizzata da un parente dell'ormai ex vicesindaco, cui avrebbero partecipato esponenti politici e rampolli di clan locali, pur estranei, va detto, ad attività illecite. Il vicesindaco Antonio Borriello si è dimesso, mentre il Pd è in rottura con il sindaco Michele Sepe, che starebbe dialogando con settori della minoranza e che ha chiesto di essere ascoltato dalla Commissione parlamentare antimafia. Nella nota si parla di scioglimento, ma in realtà il Comune proviene da un precedente scioglimento, quando l'amministrazione era di centrodestra. Poi, nel 2024, le elezioni e la vittoria Pd. Adesso, invece, la destra chiede una nuova commissione d'accesso. Il segnale La conferenza che ha preceduto l'annuncio della piazza, tenutasi venerdì scorso nella Sala Nassirya del consiglio regionale, aveva già dato la misura di una coalizione compatta del centrodestra: al tavolo, insieme a Sangiuliano e Rastrelli, sedevano il coordinatore regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello e il deputato leghista Gianluca Cantalamessa, capogruppo della Lega in Commissione antimafia. Fu lì che Sangiuliano parlò di percentuali elettorali "evidente frutto di un controllo capillare e asfissiante del territorio", chiedendo conto direttamente a Elly Schlein, mentre Rastrelli citò i dati della Commissione parlamentare Antimafia secondo cui oltre il dieci per cento dei Comuni della provincia di Napoli sarebbe a rischio scioglimento per infiltrazioni.