di
Luca Bertelli
L'allenatore si confida in un'intervista al canale ufficiale di OKX, storico partner commerciale del Manchester City: «Amo il mio lavoro ma c'è il momento in cui senti di dover fare una pausa altrimenti tutto diventa prevedibile, la vita deve avere novità e cose innovative da proporti per avere sapore. Avevo un anno di contratto ma non avevo l'energia necessaria per essere al top ogni tre giorni».
Pep Guardiola resta tra i nomi più affascinanti associati alla panchina dell'Italia, ancora per qualche giorno senza padrone, ma le parole dell'allenatore catalano - rilasciate in un'intervista al canale ufficiale di OKX, storico partner del Manchester City, il cui business è nelle criptovalute - lasciano pensare che per lui non sia ancora giunto il momento di rimettersi in pista dopo il fresco addio - risale a due mesi fa - al club allenato per dieci anni.
«Il mio corpo e la mia schiena - dice l'ex centrocampista di Brescia e Roma, tra le altre - hanno sofferto molto in questi anni: mio padre ha 95 anni, ho sorelle e dei figli, questo folle programma calcistico con 70 partite all'anno non mi permetteva di dedicarmi ai miei affetti e ora voglio pensare a loro. Ho detto: "Basta, fermati un attimo e lascia che la tua vita ti scorra più lentamente", poi vedremo se qualcuno mi vorrà. Non sono più un ragazzino. Tutto nella mia vita è stato legato al calcio, è quello che so fare, è un punto interrogativo capire cosa potrei fare nel resto. Vorrei però godermi cose che non ho mai fatto».










