Poco importa la performance, osserva una volta arrivata ormai a metà concerto. "La cosa importante è la vibrazione e noi siamo questo stasera. Soprattutto quando si fa musica insieme". Sul palco di Piazza Grande a Palmanova (Udine), patrimonio dell'Unesco, Giorgia però è decisamente sia performance sia vibrazione. La voce, il soul, gli inizi, Sanremo, gli ultimi successi: un insieme di potenza e delicatezza per ripercorrere una carriera trentennale e sempre in evoluzione.
La cantautrice romana, in shorts e total white, apre la nuova tappa del suo tour "G summer" con L'unica mentre sui ledwall si alternano immagini di occhi e cuore umani, quasi a voler vedere e vivere la musica assieme a lei. Accenna Un amore da favola per passare poi a Gocce di memoria, indimenticabile colonna sonora de La finestra di fronte di Ferzan Özpetek. Un intro che è un assaggio delle due ore di spettacolo che attendono il pubblico: un mix continuo di infaticabile energia, voce e racconto intimistico.
Ma anche di reciproco scambio con la platea, quando ad esempio Giorgia, indossando per un po' le vesti di conduttrice, saluta "Leo, 10 anni, batterista" che le chiede se può salire sul palco ("devi suona' con quelli giovani", la risposta della cantautrice) e Matilde, che è al suo primo concerto ("Poteva anda' peggio, Matilde", scherza. "Meglio, ma anche peggio, speriamo ti piaccia"). Raccoglie disegni e fiori, che continuano ad arrivare sul palco: "Ho perso completamente il controllo di questo show... se mai lo avessi mai avuto". E poi saluta il Friuli, che le piace e "un po' mi fa pensare a Elisa", amica e collega originaria di Monfalcone (Gorizia).








