di
Marco Bonarrigo
Niente da fare per il danese della Visma, secondo nella classifica generale. Cade in curva e si frattura la clavicola, ritiro necessario
Settimane anzi mesi di allenamento, lunghissimi e monacali ritiri in altura, i «marginal gains» per guadagnare secondi, che spaziano dai bibitoni all'acido lattico per recuperare prima e meglio all'AI nelle ammiraglie ad aiutare gli strateghi della tattica. E poi lo stress dei controlli antidoping (domenica mattina) alle due di notte perché non si sa mai.
Fatiche enormi ma l'assalto al Tour di Jonas Vingegaard sfuma a venti chilometri dall'arrivo della tappa 15, in una banale curva a destra, segnalata malissimo da chi organizza. Anche questo è ciclismo, purtroppo.










