Il caso Garlasco c’è qualcuno che non l’ha mai voluto cavalcare: Roberta Petrelluzzi, storica conduttrice di Un giorno in pretura, prende nettamente le distanze dal clamore che da mesi accompagna la riapertura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Per la giornalista Rai la spettacolarizzazione della cronaca nera rappresenta una deriva.

Roberta Petrelluzzi sul caso Garlasco

I programmi crime in tv

Roberta Petrelluzzi su Alberto Stasi

Roberta Petrelluzzi sul caso GarlascoRoberta Petrelluzzi è da quasi quarant’anni il volto del fortunato programma di Rai 3 dedicato ai grandi processi italiani. Ma un processo in particolare, come detto, non è mai stato trattato da Un giorno in pretura: il giallo di Garlasco.Secondo il volto Rai, l’eccessiva attenzione rischia di allontanare dall’obiettivo principale: comprendere i fatti attraverso le aule di giustizia.ANSANella foto: Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi nel nuovo filone di indagine su Garlasco.“Tutta la tv invasa da cronaca nera. Il caso Garlasco? Una vergogna, una esagerazione. Rende tanto e costa poco, mentre noi costiamo tanto e rendiamo poco”, ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera.Per poi aggiungere, senza mascherare l’orgoglio: “C’è un tale studio e ragionamento nella costruzione di Un giorno in pretura che dovremmo avere il 30 per cento”.I programmi crime in tvPoi la spiegazione psicologica applicata ai programmi crime in tv: “Sono fenomeni che si gonfiano da soli. Una bolla gigantesca, che poi scoppierà sulla testa delle persone. Una cosa analoga accadde con Vermicino”, ha ricordato la giornalista, rievocando come all’epoca sua madre si fosse appassionata alla vicenda del povero Alfredino, il bambino caduto in un pozzo nel giugno del 1981. Tutta l’Italia rimase col fiato sospeso per tre giorni a seguire le dirette.