Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiGli Isa non sono più una semplice “pagella fiscale”. La circolare 4/E dell’Agenzia delle entrate, dedicata agli indici di affidabilità e al concordato preventivo biennale, segna un cambiamento che va ben oltre gli aspetti tecnici: gli Isa cessano di essere uno strumento che misura il comportamento del contribuente e diventano un elemento che contribuisce a determinarne il futuro fiscale. Fin dalla loro introduzione avevano l’obiettivo di favorire la compliance spontanea e premiare i contribuenti più affidabili. Oggi, però, fanno un salto di qualità: il punteggio ottenuto nel 2025 entra nella formazione della proposta di concordato per il biennio 2026-2027 e incide perfino sull’eventuale imposta sostitutiva. Non è più soltanto un indicatore statistico, ma una variabile che influisce direttamente sul rapporto con il fisco.

È il segno di un’evoluzione più ampia. Per decenni il sistema tributario si è fondato su una logica semplice: il contribuente dichiarava il reddito e l’amministrazione, eventualmente, lo controllava anni dopo. Oggi il fisco tende invece a costruire in anticipo il rapporto tributario utilizzando una quantità crescente di informazioni: dichiarazioni, dati Isa, banche dati pubbliche, indicatori economici e territoriali. Il concordato preventivo biennale rappresenta l’approdo di questo percorso, perché punta a rendere prevedibile il gettito e a instaurare un rapporto più stabile tra contribuente ed erario. Gli Isa diventano così l’infrastruttura informativa su cui si fonda questo nuovo modello.