HomeMondialiCosì lontane, così vicine: atto finale. Spagna, lo spirito per fare la storia. Argentina: caccia al bis da leggendaAlle 21 la partitissima che vale tutto, De la Fuente: "Un lusso essere qui, per vincere serve tranquillità". Scaloni punta sull’unità di un gruppo cresciuto di gara in gara: "Il nostro è stato un viaggio incredibile"Luis De la Fuente a sx e Lionel ScaloniRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 19 luglio 2026 – Sulla finalissima di stasera gli scommettitori di tutto il pianeta hanno puntato circa cinque miliardi e mezzo di dollari sulle piattaforme Polymarket e Kalshi. Flamenco o tango che sia, sarà comunque spettacolo, della miglior specie.
Spagna e Argentina sono due squadre aliene soprattutto agli occhi di noi italiani: orfani ormai costanti di un Mondiale, costretti a rintracciare tratti di azzurro nella armata del cuore sudamericane, sottolineando le origini italiane di Messi e del ct Scaloni.
Tecnica, garra, quel fuoco interiore capace di spianare ogni ostacolo. La Roja e l’Albiceleste, al di là dei legami di secoli dei rispettivi Paesi, sono arrivate a giocarsi il titolo affidandosi alla forza del gruppo. Se i lampi di Messi abbagliano, è altrettanto vero che la furiosa rimonta contro l’Inghilterra dei sudamericani ha portato il marchio di squadra. E così è stato per la ‘Roja’: Yamal primeggia per diverse voci statistiche, ma ha all’attivo un solo gol in questa grande vetrina. E’ toccato a Oyarzabal e Merino, stelle a sorpresa, prendersi la ribalta. Con la magica protezione di Rodri in mediana.










